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Organalia per la Sindone

MASSIMO NOSETTI, MICHELE FREZZA
Organo del Conservatorio
G.Verdi di Torino

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La Sindone

La Sindone è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce delle dimensioni di circa m. 4,41 x 1,13, contenente la doppia immagine accostata per il capo del cadavere di un uomo morto in seguito ad una serie di torture culminate con la crocefissione. L’immagine è contornata da due linee nere strinate e da una serie di lacune: sono i danni dovuti all’incendio avvenuto a Chambéry nel 1532. Secondo la tradizione si tratta del Lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro.

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Questa tradizione, anche se ha trovato numerosi riscontri dalle indagini scientifiche sul Lenzuolo, non può ancora dirsi definitivamente provata. Certamente invece la Sindone, per le caratteristiche della sua impronta, rappresenta un rimando diretto e immediato che aiuta a comprendere e meditare la drammatica realtà della Passione di Gesù. Per questo il Papa l’ha definita “specchio del Vangelo”. A tutt’oggi le prime testimonianze documentarie sicure e irrefutabili relative alla Sindone di Torino datano alla metà del XIV secolo, quando Geoffroy de Charny, valoroso cavaliere e uomo di profonda fede, depose il Lenzuolo nella chiesa da lui fondata nel 1353 nel suo feudo di Lirey in Francia, non lontano da Troyes. Nel corso della prima metà del ‘400, a causa dell’acuirsi della Guerra dei cento anni, Marguerite de Charny ritirò la Sindone dalla chiesa di Lirey (1418) e la portò con sé nel suo peregrinare attraverso l’Europa. Finalmente ella trovò accoglienza presso la corte dei duchi di Savoia, alla quale erano stati legati sia suo padre sia il secondo marito, Umbert de La Roche. Fu in quella situazione che avvenne, nel 1453, il trasferimento della Sindone ai Savoia, nell’ambito di una serie di atti giuridici intercorsi tra il duca Ludovico e Marguerite. A partire dal 1471, Amedeo IX il Beato, figlio di Ludovico, incominciò ad abbellire e ingrandire la cappella del castello di Chambéry, capitale del Ducato, in previsione di una futura sistemazione della Sindone. Dopo una iniziale collocazione nella chiesa dei francescani, la Sindone venne definitivamente riposta nella Sainte-Chapelle du Saint-Suaire. In questo contesto i Savoia richiesero e ottennero nel 1506 dal Papa Giulio II il riconoscimento di una festa liturgica propria, per la quale fu scelto il 4 maggio. II 4 dicembre 1532 un incendio devastò la Sainte-Chapelle e causò al Lenzuolo notevoli danni che furono riparati nel 1534 dalle Suore Clarisse della città. Emanuele Filiberto trasferì definitivamente la Sindone a Torino nel 1578. Il Lenzuolo giunse in città il 14 settembre di quell’anno, tra le salve dei cannoni, in un’atmosfera di grande solennità. La Sindone restò, da quel momento, definitivamente a Torino dove, nei secoli seguenti, fu oggetto di numerose ostensioni pubbliche e private. La religiosità del Piemonte (e non solo) fu ovviamente molto influenzata da questa presenza così importante. Ne sono testimonianza viva numerosi dipinti rinvenibili nella capitale e in molti paesi del ducato. Anche le grandi e solenni ostensioni, molto frequenti nei due secoli barocchi, ne sottolinearono l’aspetto devozionale pubblico.


Gli Autori

LORENZO PEROSI
Figlio di Giuseppe Perosi, maestro di cappella nella Cattedrale di Tortona e protagonista della riforma della musica sacra italiana, Lorenzo Perosi nacque a Tortona il 21 dicembre 1872 e morì a Roma il 12 dicembre 1956. Avviato dal padre agli studi musicali, iniziò studi regolari al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma e, in seguito, al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano con M. Saladino. Nel 1890 fu nominato organista e maestro di canto nell’Abbazia di Montecassino. Nel 1892 riprese gli studi al Conservatorio di Milano, diplomandovisi e, perfeziondandosi poi a Ratisbona con F.X. Haberl e M. Haller, nel 1893. Verso la fine di quell’anno assunse l’incarico di maestro di canto nel Seminario di Imola, dirigendo la Cappella del Duomo, come poi quella di San Marco a Venezia. Ordinato sacerdote, ebbe modo di farsi conoscere dirigendo esecuzioni di proprie composizioni oratoriali e, nel 1898 divenne capo della Cappella Sistina e dal 1903 con il titolo di maestro perpetuo, impegno che dovette interrompere tra il 1915 e il 1923 a causa di problemi di salute. Il 22 ottobre 1930 fu nominato Accademico d’Italia.

MARCO ENRICO BOSSI
Compositore, organista e pianista, nacque a Salò il 25 aprile 1861 e morì durante la traversata da New York a Le Havre il 20 febbraio 1925. Appartenente a una famiglia di organisti, studiò prima con il padre Pietro, poi al Liceo Musicale di Bologna ove fu allievo di G.Poppi e, al Conservatorio di Milano con P. Fumagalli, F. Sangalli, C. Boniforti, Ponchielli, Dominiceti e Bazzini. Fu maestro di Cappella nella Cattedrale di Como, docente al Conservatorio di Napoli, direttore del Liceo Musicale di Venezia e, successivamente di Bologna fino al 1911. Dal 1916 al 1922 fu direttore del Liceo Musicale di S. Cecilia in Roma.

REMIGIO RENZI
Organista e compositore nacque a Roma il 1° ottobre 1857 e morì sempre a Roma il 19 novembre 1938. Compiuti gli studi musicali nella città natale con S. De Sanctis e G. Capocci, dal 1880 al 1882 fu organista nella Chiesa del Santo Sudario. Vinto il concorso per la Cappella Lateranense, vi fu attivo per qualche tempo, passando poi in San Pietro dove rimase a lungo. Dal 1887 al 1930 fu insegnante di organo al Conservatorio romano. Svolse pure attività concertistica in Italia e all’Estero. Fu, inoltre, collaboratore e direttore musicale per i funerali dei Reali d’Italia.

ULISSE MATTHEY
Pianista, organista e compositore, nacque a Torino il 17 aprile 1876 e morì a Loreto il 6 luglio 1947. Pianista prodigio fin dall’età di 5 anni, studiò al Liceo Musicale di Torino. Fu anche allievo in Contrappunto, Fuga e Composizione di Ferroni a Milano. Dopo un periodo di perfezionamento con A. Guilmant a Parigi, iniziò una brillantissima attività concertistica in Italia, Europa, Stati Uniti e Sud America. Organista titolare presso la Santa Casa di Loreto dal 1901, divenne docente al Liceo Musicale di Torino dal 1923 al 1942, inaugurandone tra l’altro l’organo recentemente restaurato. Marco Enrico Bossi gli ha dedicato la Fantasia sinfonica.


I Testi


LORENZO PEROSI
Magnificat
per coro e organo - pour choeur et orgue

Viene proposto di seguito il testo del cantico nella traduzione della Vulgata nella sua versione liturgica. Il Magnificat prende il nome dalla prima parola di questa versione. Ha avuto nei secoli una larghissima diffusione, entrando fin dalle origini nell’ordinario dell’ufficio vespertino.

Magnificat
anima mea Dominum,
et exultavit spiritus meus *
in Deo salutari meo
quia respexit humilitatem ancillae suae, *
ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes
quia fecit mihi magna, qui potens est: *
et Sanctus nomen eius
et misericordia eius a progenie in progenies *
timentibus eum.
Fecit potentiam in brachio suo, *
dispersit superbos mente cordis sui,
deposuit potentes de sede, *
et exaltavit humiles;
esurientes implevit bonis, *
et divites dimisit inanes.
Suscepit Israel, puerum suum, *
recordatus misericordiae suae,
Abraham et semini eius in saecula.
Gloria Patri et Filio *
et Spiritui Sancto
sicut erat in principio et nunc et semper *
et in secula seculorum. Amen.
Lc 1, 46 - 55

Viene proposta di seguito la traduzione ufficiale della CEI nella sua versione liturgica: è quella utilizzata normalmente dai fedeli nella celebrazione dei Vespri.

L’anima mia magnifica il Signore*
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen.


LORENZO PEROSI
Confitebor tibi Domine – Salmo 110
per coro e organo - pour choeur et orgue

Confitebor tibi, Domine
in toto corde meo
In consilio justorum et congregatione.
Magna opera Domini,
exquisita in omnes voluntates eius.
Confessio et magnificentia opus eius,
et justitia eius manet in saeculum saeculi.
Memoriam fecit mirabilium suorum;
misericors et miserator Dominus,
escam dedit timentibus se.
Memor erit in saeculum testamenti sui;
virtutem operum suorum annuntiabit populo suo.
Ut det illis hereditatem gentium;
opera manuum eius veritas et iudicium.
Fidelia omnia mandata eius,
confirmata in saeculum saeculi,
facta in veritate et aequitate.
Redemptionem misit populo suo,
mandavit in aeternum testamentum suum
Sanctum et terribile nomen eius:
initium sapientiae timor Domini.
Intellectus bonus omnibus facientibus eum;
laudatio eius manet in saeculum saeculi.
Gloria Patri et Filio, et Spiritui sancto,
sicut erat in principio et nunc et semper,
et in saecula saeculorum. Amen.

Viene proposta di seguito la traduzione ufficiale della CEI nella sua versione liturgica: è quella utilizzata normalmente dai fedeli nella celebrazione dei Vespri.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e dell’assemblea.
Grandi sono le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.
Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre.
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l’eredità delle genti.
Le opere delle sue mani sono verità e giustizia,
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli per sempre,
eseguiti con fedeltà e rettitudine.
Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.
Santo e terribile il suo nome.
Principio della saggezza è il timore del Signore,
saggio è colui che gli è fedele;
la lode del Signore è senza fine.


LORENZO PEROSI
Missa Pontificalis (prima)
tribus vocibus inequalis concinenda
organo comitante

Kyrie
Gloria
Credo
Sanctus
Benedictus
Agnus Dei

Alcuni la fanno risalire al 1896, altri al 1897. Appartiene al periodo
veneziano di Perosi ed è dedicata al Cardinale Andrea Ferrari,
arcivescovo di Milano (1850 – 1921).


Le Biografie

Accademia Corale
“Stefano Tempia”

Fondata nel 1875 è la più antica associazione musicale del Piemonte e l’Accademia corale più antica d’Italia. Riferimento storico per l’educazione alla musica e la divulgazione del repertorio a cappella e sinfonico corale, l’Accademia si distingue fin dalle origini per le frequenti collaborazioni con prestigiosi direttori come Giovanni Bolzoni, Giuseppe Martucci, Lorenzo Perosi, Arturo Toscanini, e la realizzazione di grandi eventi culturali tra i quali le prime esecuzioni a Torino dell’Oratorio Judas Maccabeus di Haendel (19 aprile 1885) e della Nona Sinfonia di Beethoven (18 marzo 1888) al Teatro Regio, diretta proprio da Toscanini. L’Accademia da sempre privilegia la tendenza ad affrontare interpretazioni integrali di composizioni di grande respiro, dal Requiem di Cherubini alla Messa di Gloria di Giacomo Puccini,dalle Sinfonie di Mozart ai Poemi sinfonici dei grandi Romantici. Oggi Associazione onlus riconosciuta a livello nazionale, la Stefano Tempia continua a prefiggersi gli obiettivi di educare alla conoscenza del canto corale e all’amore per la musica classica e conferma la sua vocazione ad esplorare il repertorio meno battuto, proponendo brani ed opere poco noti o meno eseguiti, anche di grandi autori. Le origini dell’Accademia si possono individuare nelle riunioni musicali che dal 1866 si tennero in casa del conte Vittorio Radicati di Marmorito e alle quali partecipavano professionisti e amanti della musica uniti dal comune interesse per lo studio e la diffusione del repertorio corale italiano. Ma fu nel 1875 che il violinista, compositore e direttore di coro Stefano Tempia fondò l ’Accademia musicale, che alla sua morte, avvenuta solo tre anni più tardi, prese il suo nome. Cuore dell’Accademia era il coro polifonico i cui componenti furono denominati “Accademici”. Il loro primo saggio si tenne il 12 marzo 1876, sotto la direzione di Tempia, nella sala del Ginnasio Gioberti di Torino, ed in quella sede si svolsero le manifestazioni dell’Accademia per sessant’anni.Fino al 1935, quando il salone del Conservatorio “Giuseppe Verdi” divenne la sede ufficiale dei concerti. Il Coro dell’Accademia è composto da circa sessanta elementi denominati Accademici che entrano a far parte dell’organico dopo aver frequentato i corsi triennali promossi dall’Associazione e aver superato un esame finale. Protagonisti di molti degli appuntamenti della Stagione concertistica della Stefano Tempia, gli Accademici prestano la loro attività a titolo amatoriale con un impegno costante. Per la realizzazione della propria Stagione concertistica,la Stefano Tempia si avvale di un’Orchestra formata da musicisti professionisti e giovani talenti e della collaborazione di artisti di fama internazionale. Il direttore artistico artistico è Guido Maria Guida.

Soprani
E. Ciuti, A. Sole Canaparo, C. Carducci,
P. Castaldelli, E. Cigliutti, M. R. Ferro, A. Finotti, P. Gotti, C. Lirelli, C. Mariella, M. Mazzoni,
A. Mennea, R. Oreggia, C. Orlandini, M. Rama, G. Rapelli, G. Sicuro, A. Turano.
Contralti
M. Alì, C. Bertana, T. Bisi, G. Bivona, G. Buffetti, D. Craciun, A. Dettoni, C. Di Eugenio,
M. Gentile, P. Lipsi, F. Lisco, M. T. Loccisano, T. Nicola, E. Pemmer, C. Scifo, E. Signorino, C. Zerbini.
Tenori
P. Abergo, P. Barletta, A. Basaldella, A. Cora,
U. dè Liguoro, F. Nasali, G. Panarelli, M. Pollone, M. Ravizza, L. Ronzitti, F. Torta, M. Tozzi.
Bassi
U. Ala, L. Buscatti, L. Callegaro, F. Cavaliere,
F. Cerina, F. Coppo, M. Cravino, S. Elìa,
G. Garbolino, E. Lo Gatto, A. Olivetti, M. Penso, N. Primiterra, C. Secchi.

MICHELE FREZZA
Nel 1988 si è diplomato presso il Conservatorio di Torino, sotto la guida del Maestro Raffaele Cirulli Cristiano. Collabora dall’ottobre del 1990, con l’incarico di Maestro del Coro e pianista accompagnatore, con l’Accademia Corale “Stefano Tempia” di Torino. Dall’ottobre 1993 è docente di Educazione Musicale presso il Collegio “Sacra Famiglia” di Torino, ricoprendo parallelamente la carica di Direttore Artistico del Coro SA.FA. Nel 2001 ha partecipato alla fondazione dell’Associazione Corale “Phonèiron” condividendo con il Maestro Lino Mei la carica di Direttore artistico
En 1988, il obtient son diplôme du Conservatoire de Turin sous la direction du chef Raffaele Cirulli Cristiano. Il collabore avec l’Académie  Chorale « Stefano Tempia » de Turin depuis octobre 1990 en tant que chef de chœur et pianiste accompagnateur. Depuis octobre 1993, il est professeur d’éducation musicale au Collegio “Sacra Famiglia” de Turin et il occupe parallèlement le poste de directeur artistique du chœur SA.FA. En 2001, il participe à la création de l’ Associazione Corale “Phonèiron” en partageant avec le chef Lino Mei, la charge de directeur artistique.

MASSIMO NOSETTI

Nato ad Alessandria nel 1960, ha studiato organo, composizione, polifonia vocale, musica corale e direzione di coro presso i Conservatori di Torino e Milano. Per l’organo, dopo il diploma conseguito sotto la guida di E. Girardi e G. Donati, si è perfezionato con i Maestri Pierre Pidoux e Jean Langlais.
E’ attualmente docente di Organo e Composizione organistica al Conservatorio di Cuneo e, dal 1981, organista titolare del Santuario di Santa Rita in Torino. Direttore del Segretariato Organisti dell’Associazione Italiana Santa Cecilia, è stato nominato nel 2005 organista titolare della Cattedrale di Torino.
Un’intensa attività concertistica in quasi tutti i Paesi europei così come pure in America del Nord e del Sud, Asia e Oceania lo porta spesso a esibirsi nei più importanti Festival organistici internazionali. Sul versante della didattica ha condotto numerose master class sulla letteratura organistica romantica e post-romantica in svariate sedi universitarie, particolarmente in Giappone, Corea e USA. All’attività di esecutore viene affiancata quella di direttore di coro (con il Gruppo Vocale “Cantus Firmus” da lui fondato) e d’orchestra e quella di compositore con la pubblicazione di numerosi lavori, principalmente organistici e corali. Sue sono le musiche per i filmati di presentazione delle ostensioni della S. Sindone a Torino nel 1998 e 2000 eseguite dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Tra gli ultimi lavori editi si segnala il volume L’Organista per la Liturgia (ed. Eurarte) e la raccolta di brani organistici A Portrait of M. Nosetti (ed. Animus, GB). Membro della Commissione Diocesana di Musica Sacra, egli si occupa delle problematiche progettuali, costruttive e di restauro legate all’organo.  Oltre alle collaborazioni e registrazioni per vari enti radiofonici italiani e stranieri, la sua produzione discografica comprende 29 CD dedicati a differenti aspetti della letteratura d’organo, prevalentemente dal romanticismo ai nostri giorni, per le etichette Rusty Records, Carrara, Bnl e Syrius.

Corale Polifonica
di Sommariva del Bosco

Fondata nel 1970, ha all’attivo numerosi concerti, realizzati in Italia e all’estero (Francia, Svizzera, Repubblica Ceca, ex Yugoslavia, Ungheria, Grecia), partecipazioni a Rassegne e Concorsi nazionali e internazionali nell’ambito dei quali è stata più volte premiata. Attorno al nucleo del coro polifonico sono sorte molteplici iniziative volte alla divulgazione del canto corale e della cultura musicale, la rassegna internazionale Incontri Corali, e gruppi specializzati in diversi repertori vocali: la Schola Gregoriana, l’ensemble vocale strumentale barocco Gli Affetti Musicali, il gruppo di danza rinascimentale Incontradanza, il sestetto Novantiqua. In ambito discografico ha realizzato diverse produzioni dedicate alla polifonia sacra del barocco italiano con musiche di Antonio Lotti, Alessandro e Domenico Scarlatti, Francesco Durante, Giovan Battista Fergusio e Sigismondo D’India.

Soprani
E. Battaglino, F. Rocco, C. Rubinetto,
R. Battaglino, G. Garza, L. Marengo, L. Paruccia.
Contralti
S. Appendino, M. T. Beltrando, M. Borsello,
F. Emanuel, V. Strumia.
Tenori
M. Olivero, N. Demichelis, M. Morra,
G. Giachetto.
Bassi
G. M. Giolito, A. Ferrero, M. Sibona.

ADRIANO POPOLANI

Inizia giovanissimo gli studi musicali sotto la guida dei genitori, prosegue la sua formazione presso il Conservatorio di Torino, dove studia Armonia e Contrappunto con Alessandro Ruo Rui, Musica corale e Direzione di coro con Sergio Pasteris e Paolo Tonini Bossi, pianoforte con Maria Gachet e Vera Drenkova. Attualmente studia Canto Gregoriano con Fulvio Rampi. Ha frequentato i Seminari di Musica Corale tenuti da Marco Berrini, il Corso per Cori e Gruppi Vocali “Le voci del Novecento” tenuto da Vytautas Miskinis, il Laboratorio di Direzione Corale “Fosco Corti”, tenuto da Anna Seggi Corti, Alessandro Ruo Rui e Dario Tabbia, ed inoltre Master Class con Antonio Abete, Diego Fratelli e i King’s Singers. Svolge un’intensa attività artistica con il Coro Polifonico di Lanzo, la Corale Polifonica di Sommariva Bosco e il Coro DiVento Canto, alternando l’attività di cantore e direttore a quella di accompagnatore al pianoforte, organo e cembalo con strumentisti, cantanti e formazioni corali, ha inoltre al suo attivo diversi concerti come solista.




Sito ufficiale: www.sindone.org


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