Nel 1905 fu chiamato a dirigere il conservatorio di Parma, incarico che successivamente tenne ai conservatori di Napoli (1912) e di Palermo (1916); nel 1922 venne nominato docente di pianoforte al Conservatorio di Milano. Di origine ebraica, a seguito delle leggi razziali fu costretto a lasciare l’insegnamento per poi riprenderlo al termine della guerra. Nel suo ampio corpus compositivo figurano due opere teatrali, opere per orchestra, per strumento solista e orchestra, per voce e orchestra, per pianoforte e orchestra, nonché musica da camera, per pianoforte solo, liriche, musica sacra e organistica.
Durante il soggiorno al Liceo bolognese, Fano condivise con Ottorino Respighi - di poco più giovane e discepolo dei medesimi docenti - la passione per la riscoperta dell’antica musica italiana, frutto del magistero di Luigi Torchi la cui sensibilità filologica era maturata nel corso degli studi compiuti a Regensburg sotto la guida di Franz Xaver Haberl. Nel repertorio qui registrato è palese l’orientamento verso modelli classici; anche la produzione per organo presenta meno tratti innovativi rispetto a quella coeva di Marco Enrico Bossi, Oreste Ravanello (la cui scrittura è forse il modello più prossimo a Fano) e Ulisse Matthey.
1-2. Il Preludio e l’Intermezzo, formano con la Fantasia un trittico di composizioni per organo stampato a Padova nel 1959 da Zanibon. Probabili lavori scolastici del 1897, i primi due brani furono in origine concepiti come Preludio e Fuga. Il Preludio, caratterizzato da elegante cantabilità, trae spunto da un basso di Camillo De Nardis, mentre il tema della Fuga è quello della Fantasia e Fuga in do minore BWV 537 di Johann Sebastian Bach. Preludio, Intermezzo e Fantasia furono trascritti per pianoforte da Fano nel 1953.
3-4. La Marcia religiosa e la Toccata per l’elevazione furono edite nel 1960 a Padova da Zanibon in due raccolte di brani per organo o harmonium curate da Mario Trevisiol rispettivamente intitolate Marce religiose e Hora mystica. Ambedue i brani rivelano la destinazione liturgica espressa in forme contenute dove l’uso del pedale è affidato al giudizio dell’interprete. Particolarmente interessante è la Toccata per l’elevazione (titolo evocativo delle omonime pagine frescobaldiane) pervasa da ispirata espressività.
5. Non è nota la data di composizione dell’ampia Fantasia per organo edita a Padova nel 1959 da Zanibon, anche se verosimilmente potrebbe risalire alla fine degli anni ‘40. Pagina intensamente drammatica, si articola in tre distinte sezioni: la prima, caratterizzata da ansiosi impulsi ritmici e da dissonanze, mentre nella seconda si distende la composta armonizzazione di una melodia-corale (che richiama in parte quella del corale luterano Auf meinem lieben Gott), la cui mestizia riflette la didascalia apposta dall’Autore: «O Signore, sovvieni al dolor mio». Tale melodia era già stata impiegata da Fano nel 1917 per l’ultimo movimento del Quintetto in Do maggiore. La terza parte della Fantasia, di una certa complessità esecutiva, sviluppa questo tema in un florilegio di decorazioni melodiche e ritmiche.
6. Il Graduale per la Domenica delle Palme, Christus factus est per voce e organo (privo di data) è un’elegante armonizzazione della relativa melodia gregoriana, realizzata da Fano con sobrietà, nel rispetto del modo originale (il V) e della prosodia.
Christus factus est pro nobis
obediens usque ad mortem,
mortem autem crucis.
Versus: Propter quod et Deus
exaltavit illum et dedit illi nomen,
quod est super omne nomen.
7. L’Ave Maria a tre voci, stampata a Bologna nel 1896 da Achille Tedeschi, palesa fedeltà agl’ideali ceciliani attenendosi ai modelli di compostezza e di accessibilità esecutiva propugnati dal movimento di riforma della musica sacra. Il brano è dedicato a Giovanni Tebaldini - compositore e personaggio di spicco del rinnovamento della musica liturgica e di quella organistica - dal 1895 al 1897 Maestro della Cappella Musicale di Sant’Antonio a Padova, città natale di Fano.
8. Il testo del Lapidabant Stephanum (Atti degli Apostoli 7: 58-59) - Responsorio del mattutino per la festa di Santo Stefano (26 dicembre) - fu musicato da grandi maestri della polifonia come Giovanni Maria Nanino, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Orfeo Vecchi e Claudio Monteverdi. L’omonimo Mottetto di Fano (manoscritto datato 1896) riflette il fervore del giovane musicista per la riscoperta degli antichi modelli contrappuntistici cui fa palese riferimento pervadendone l’austera struttura, secondo la sua indicazione, di «intimo e profondo sentimento».
Lapidabant Stephanum invocantem et dicentem:
«Domine Jesu Christe, accipe spiritum
meum et ne statuas illis hoc peccatum».
Et cum hoc dixisset, obdormivit in Domino.
9. Anche per Crucem sanctam - Antifona per l’adorazione della Croce il Venerdì Santo (testo caro ai Cavalieri Templari) - Fano ebbe predecessori illustri in Giovanni Pierluigi da Palestrina e Michael Haydn. La composizione del maestro padovano è improntata al rigore contrappuntistico palestriniano nella sua complessa scrittura vocale a 5 voci a cappella; solo alle parole Accintus est potentiam, amplificate da un maestoso episodio accordale, l’organo interviene per sostenere l’ordito compositivo che sfocia nel solenne fugato dell’Alleluja. Il brano fu scritto in due momenti distinti: Crucem sanctam nel gennaio 1897 e l’Alleluia il 23 gennaio 1899.
Crucem sanctam subiit,
qui infernum confregit,
accinctus est potentia,
surrexit die tertia.
Alleluia
ANDREA MACINANTI