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150_dell_unita_d_italia

150° dell'Unità d'Italia
Brani d'organo dal Risorgimento


Roberto Cognazzo Arie del Risorgimento - Andrea Vannucchi Giuseppe Gherardeschi
Luca Scandali Felice Moretti - Andrea Macinanti Giovanni Tebaldini
Coro Polifonico di Lanzo
Arcangelo Popolani, direttore 

ELEORG013

Questo cofanetto, contenente quattro compact disc, costituisce una testimonianza significativa del percorso musicale compiuto nel nostro Paese nell’ambito della musica organistica durante il periodo pre-risorgimentale, risorgimentale e in quello immediatamente successivo a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

L’età del Risorgimento italiano è qui identificata con alcuni brani commemorativi che hanno infiammato gli animi dei patrioti, dei soldati e della gente comune la quale si riconosceva negli ideali che portarono nel 1861 alla proclamazione del Regno d’Italia con la conseguente unificazione della maggior parte del territorio nazionale.


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Sarà sufficiente scorrere il programma musicale che Roberto Cognazzo, considerato a ragione uno dei massimi cultori e interpreti del genere bandistico-teatrale, nel compact disc intitolato Arie del Risorgimento, per ascoltare accanto a composizioni conosciute del teatro d’opera, frutti del genio di Rossini, Bellini, Mercadante e Verdi, altre meno famose ma sicuramente altrettanto popolari scritte da Gabetti, Gonella, Foroni e Olivieri. Un discorso a parte merita, indubbiamente, quel Canto degli Italiani che il musicista genovese Michele Novaro compose sui versi del patriota, suo concittadino, Goffredo Mameli, divenuto l’Inno nazionale italiano.

Nei successivi compact disc dedicati al repertorio risorgimentale figurano due esponenti della musica organistica, entrambi compositori e esecutori che hanno rappresentato in modo encomiabile quel periodo così ricco di tensioni e di aneliti patriottici: il toscano Giuseppe Gherardeschi eseguito da Andrea Vannucchi e il lombardo Felice Moretti, divenuto, successivamente, padre Davide da Bergamo, eseguito da Luca Scandali.

Per la registrazione di questi primi tre compact disc sono stati utilizzati strumenti idonei al repertorio bandistico-teatrale: il Serassi della parrocchiale della Madonna del Rosario a Chivasso, costruito nel 1865 per la confraternitale di Santa Marta a Strambino e trasferito a Chivasso nel 1992 a opera del compianto Domenico Reano, usato da Roberto Cognazzo per Arie del Risorgimento e il Bruna della parrocchiale di Montanaro, realizzato tra il 1808 e il 1810, rivisto da Giacomo Vegezzi-Bossi nel 1872, usato da Luca Scandali per registrare alcune composizioni di padre Davide da Bergamo (al secolo Felice Moretti). Un capitolo da parte merita il cd su Gherardeschi. Intanto perché questo compositore e organista è vissuto e ha operato in periodo pre-risorgimentale ma ricco di fermenti culturali determinati dalla Rivoluzione Francese e dalla successiva Restaurazione. Gherardeschi muore, infatti, nel momento in cui il Congresso di Vienna stabilisce gli assetti futuri dell’Europa di allora. Andrea Vannucchi ha utilizzato tre diversi strumenti storici del territorio pistoiese: un organo costruito da Giosuè Agati nel 1820 a Limite sull’Arno, un altro costruito da Pietro Agati nel 1797 a Vignole di Quarrata e, infine, uno dello stesso costruttore, risalente al 1776 ubicato a Gavinana. Questo cd è stato realizzato anche con il contributo della Provincia di Pistoia che ha voluto, in questo modo, rendere omaggio a un organista e compositore tra i più significativi del proprio ambito culturale, risalente al Granducato di Toscana.

Infine, un discorso a parte, merita il quarto e ultimo cd, registrato da Andrea Macinanti con la partecipazione del Coro polifonico di Lanzo Torinese diretto da Arcangelo Popolani, all’organo della Collegiata di Cuorgnè, costruito da Carlo Vegezzi-Bossi nel 1894, da annoverare nella schiera dei migliori strumenti realizzati dal celebre organaro torinese. Questo cd, infatti, è interamente dedicato a Giovanni Tebaldini che fu, insieme al fraterno amico Marco Enrico Bossi, il propugnatore di un’energica azione di riforma della musica sacra e, in particolare, di quella organistica che va sotto il nome di Riforma ceciliana.

A me è parso positivo proporre agli appassionati e cultori di musica organistica questo itinerario che, attraverso quattro tele, illustra in modo sintetico ma abbastanza significativo, il percorso compiuto dall’organo dalla fine del ‘700 al secolo scorso, grazie a tre eminenti protagonisti, non gli unici ovviamente, quali Giuseppe Gherardeschi, Felice Moretti e Giovanni Tebaldini. è questo l’omaggio che la Provincia di Torino, la Fondazione CRT, la Provincia di Pistoia, l’Associazione Culturale Organalia attraverso la propria etichetta Elegia vuole fare agli Italiani per il 150° anniversario dell’Unità nazionale.
Buon compleanno, Italia!


Il Direttore Artistico
Edgardo Pocorobba

Note al programma

La ricorrenza del 150° dell’unità italiana che, rispetto alle celebrazioni del 1961, indulge molto meno a trionfalismi retorici, sta producendo, proprio per questo, benefici effetti in campo culturale. Escono finalmente allo scoperto le ricerche controstoriche e antiagiografiche per troppo tempo oggetto di aperta ostilità. Ed anche in musica si tende a superare la convenzionale prospettiva marziale ed encomiastica in nome di una lettura più approfondita: per limitarci ad un lieve esempio, ci si è finalmente accorti che il cosiddetto Inno di Mameli fu in realtà intitolato dall’autore dei versi Il canto degli Italiani e che la musica (elemento forse non secondario) non è opera - come si potrebbe pensare - dell’eroico poeta genovese ma del suo concittadino Michele Novaro, autore operoso anche in campo salottiero. Il desiderio di tracciare anche in sede discografica un panorama sufficientemente vario oltre che non del tutto prevedibile ha suggerito, dopo il doveroso esordio con l’attuale (seppure ancor oggi provvisorio…) inno nazionale, di presentare in variegata alternanza pagine appartenenti a due filoni determinanti: il melodramma del primo ‘800 e il coevo repertorio di inni e marce che in certo qual modo mediano fra l’eloquenza melodrammatica e le semplici esigenze dell’uso popolare. Al periodo prerisorgimentale appartengono i brani di Rossini, Mercadante e Bellini, peraltro prontamente ripresi nell’imminenza dei moti quarantotteschi: il grandioso Coro dei Bardi divenne addirittura, con il placet di Rossini, un inno al brevemente patriottico papa Pio IX, il coro di Mercadante fu intonato dai fratelli Bandiera prima della loro esecuzione e l’intrepida tromba belliniana fu la colonna sonora di molti sconosciuti eroismi.

Ma toccò a Giuseppe Verdi di alimentare in musica il gran fuoco patriottico negli anni tra il 1842 ed il 1849 con quella serie di cori che, partendo dalla parafrasi biblico-patriottica di Va, pensiero transita per la ridesta Castiglia di Ernani ed approda all’esplicito Viva l'Italia che sin dalle prime note della Sinfonia percorre l’intero spartito della Battaglia di Legnano scritta per la Repubblica Romana di Mazzini e Garibaldi. Con quest’opera anche troppo legata al momento e perciò ben presto accantonata (come avvenne al Goffredo Mameli varato da Leoncavallo in piena prima guerra mondiale). Verdi conclude il suo rapporto artistico con l’epopea risorgimentale cui aveva inoltre dedicato un inno su parole di Mameli (Suona la tromba) che però non riuscì a competere con altre pagine già in circolazione. Ben diverso è in effetti lo sprint della rossiniana Marcia composta da Giuseppe Gambetti su incarico di Carlo Alberto e promossa nel 1861 al rango di inno nazionale oppure del travolgente Su, Lombardi dell’allora celebre Jacopo Foroni attivo fra Italia e Svezia, anch’egli morto giovanissimo o ancora dell’inno di Alessio Olivieri dedicato a Garibaldi dove convivono ritmi di marcia e polka. Ma, a nostro avviso, il capolavoro tout court dell’innografia italiana è il brano solenne, granitico composto da Giovanni Gonella nel 1843 per una visita di Carlo Alberto in Sardegna. Pagina segnata da un’eccezionale intensità, purtroppo penalizzata dall’ambientazione locale ma del tutto degna di risuonare accanto ai maggiori inni europei.

Roberto Cognazzo

 

ARIE DEL RISORGIMENTO
Roberto Cognazzo, organo

 

GIUSEPPE GHERARDESCHI (1759-1815) Opere per organo
Andrea Vannucchi, organo

 

Felice Moretti (1791-1863) Padre Davide da Bergamo
Luca Scandali, organo

 

GIOVANNI TEBALDINI (1864 - 1952) OPERA OMNIA PER ORGANO
Andrea Macinanti, organo



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